dal Vostro inviato, nello splendida cornice del sintetico che sa di nuovo: Partita in casa, sempre nell’orario più brutto possibile (lo stesso contro il Molassana), ma stavolta siamo a casa, casa sul serio, in quel San Desiderio dei nostri allenamenti, rifatto nuovo e splendente, con un sintetico che invoglierebbe chiunque a scendere in campo. Il tempo non è un gran ché, minaccia pioggia sottile e fastidiosa, ma il pubblico risponde come sempre numeroso e caldo, i tifosi della N. San Fruttuoso e del Don Bosco riempiono l’ampia gradinata. Giornata importante per la N. San Fruttuoso che deve rimettersi subito in corsa, dopo la brusca e brutta frenata di Arenzano. Don Bosco nella consueta maglia granata, N. San Fruttuoso in completo bianco che fa molto Real Madrid, Pino Alfano ripropone per l’occasione il solito 3 - 5 - 1 –1. Ripropone anche la coppia di fortunelli segnalinee – addetto arbitro (che sarebbe molto meno ingombrante un pupazzetto o gadget similare, ma si sa, a noi di fortuna ne serve in quantità industriale). Inizia la partita, prova la N. S. Fruttuoso ad imbastire il proprio gioco ed a guadagnare la metà campo avversaria, attendista il Don Bosco, che impiega due punte larghe, punto di sbocco di un 4 - 4 – 2, messe in moto da lanci lunghi che evidenziano la facilità di calcio di alcuni granata. In fase difensiva il Don Bosco applica la tattica del fuorigioco, e lo fa molto bene: impressionante la serie di sei fuorigioco consecutivi in cui incappano ora l’unica punta ora il centravanti arretrato della N. San Fruttuoso. I ragazzi di Alfano non riescono a far salire con sufficiente velocità gli esterni, unica arma possibile per prendere d’infilata il ben affiatato avanzare della linea granata. Le punte di Alfano arretrano per guadagnare la propria metà campo, franca di fuorigioco, col risultato di tirarsi addosso le linee difensive del Don Bosco e ammassarsi contro i propri centrocampisti, schiacciati in una morsa dacché sale la loro difesa, che il libero vuole giustamente tenere alta. Difficile giocare in quelle ristrettezze di campo, ed il Don Bosco guadagna la metà campo bianco rossa (oggi in splendido bianco). Battuta lunga dei granata dalla tre quarti sinistra, sicura l’uscita del portiere della N. San Fruttuoso. Azione in linea del Don Bosco, due passi avanti del regista granata e tiro dalla distanza bello ma sbagliata la mira: ben piazzato comunque il portiere di casa che lo battezza correttamente fuori. Macina gioco e terreno il Don Bosco, con la N. San Fruttuoso che stenta ad articolare manovre degne della sue potenzialità, la volontà è tanta ma la razionalità nella manovra latita. Palla ficcante del Don Bosco, taglio verso il centro dell’attaccante di sinistra degli ospiti, rincorre e lo pressa il difensore destro della N. San Fruttuoso, esce alla disperata il portiere di casa, lo scontro fra questi ed il proprio compagno è terrificante, restano tutte e due a terra, il dubbio del dirigente che arriva a soccorrerli è se abbatterne uno per poter prestare soccorsi all’altro, poi decide di assisterli entrambi: lo spray le parole per tranquillizzare un livido che pare una piazza ed un ginocchio tanto sfortunato che sembra attirare gli infortuni, ma l’incidente è serio e tutti e due devono lasciare il campo, impacchi di ghiaccio in panchina mentre entrano i due sostituti, il tempo di riprendere il fiato poi i due atleti lasciano i compagni per rientrare negli spogliatoi (fortunatamente, si saprà poi, null’altro, oltre una botta davvero tremenda) La N. San Fruttuoso si scuote, ritrova nerbo, se non ancora lucidità, e a passo di carica rovescia campo e situazione. Prova il libero, sganciatosi con gran tempestività, dai trenta metri, ed è una prodezza del portiere del Don Bosco a salvare la porta ospite. Sul corner di un niente non ci arriva il centravanti di casa, la palla non si allontana troppo dall’area e gli ospiti si rifugiano nuovamente in corner, ben battuto dall’esterno sinistro: palla lunga a cascare, difesa ospite che, in affanno, devia oltre il fondo. Nuovo corner e la squadra di Alfano passa: solita battuta, lunga e precisa, a scavalcare i lunghi della difesa ospite, ammassati a centro area, e sul vertice opposto alla battuta sbuca la mezzala destra, un’inzuccata prepotente, precisa, e la palla è nel sacco. Uno a zero, finalmente, e si può tirare il fiato in panchina e sugli spalti, dove i tifosi bianco rossi ritrovano voce e forza. Intelligentemente i ragazzi della N. San Fruttuoso non mollano la presa, e pressano i difensori ospiti, costretti a rinunciare alla difesa passiva del fuorigioco per impostare la manovra in cerca del pareggio. Partono splendidamente insieme centravanti e mezzala destra sul centrale difensivo del Don Bosco, sino a quel momento impeccabile perno della squadra, pressing perfetto per tempo ed intensità, il centrale “balbetta”, lesto la mezzala destra (un attaccante convertito negli anni, ma che ha il gol “pesante” nel DNA) ad artigliare il pallone, lesto il centravanti a lasciargli spazio per sbucare centrale davanti al portiere ospite che tenta di chiudere lo specchio della porta quanto più è possibile, ma la mezzala di casa in scivolata trova il corridoio giusto per infilare sul tempo l’estremo difensore avversario. Due a zero, un bel viatico per iniziare il secondo tempo, con i ragazzi della N. San Fruttuoso che iniziano subito aggredendo il centrocampo avversario: la veloce punta avanzata “buca” la linea del fuorigioco granata e s’invola verso la porta scarta secco sul portiere in uscita, si allarga sulla sinistra, ma il terreno, un poco viscido per la pioggia che di metà mattinata fa correre il pallone appena un poco di più di quanto avesse pensato. Il pallone si allunga, con uno scatto ulteriore riesce a controllarlo, ma quando calcia è troppo defilato, la palla colpisce l’esterno della rete, dando al pubblico l’illusione del gol.. E l’eterna legge del calcio si ripete: gol sbagliato….il Don Bosco attacca, sorretto dal centrocampo salito con grande intelligenza, batti e ribatti, con una difendere dei bianchi di Alfano troppo disordinato, l’ala sinistra del Don Bosco coglie il varco, scarica un bel sinistro che supera l’incolpevole portiere di casa. Partita riaperta, il Don Bosco ci crede e attacca, spostando in avanti il baricentro della squadra, ma una palla incerta a centro campo è prontamente carpita dal centravanti della N. San Fruttuoso che pronto lancia l’unica punta, partito in posizione regolare, tutto bello ma il tiro non è dei più precisi e tutto sfuma nell’ennesimo arrembare del Don Bosco, solita palla lunga e traversone che più insidioso non si può. In un area affollata come la metropolitana nell’ora di punta, il portiere della N. San Fruttuoso vola in avanti ad anticipare di un soffio il tiro a botta sicura del centravanti avversario. Cambio “alla pari” fra centrocampisti, mentre saltano gli schemi (in verità non sempre applicati oggi) della squadra di casa, il centrocampista subentrato nella ripresa al compagno di reparto che si era spremuto per tutto il primo tempo, prende palla e punta la difesa avversaria, un dribbling secco, un paio di contrasti che vince con caparbietà e forza contro avversari grossi il doppio, un passo dentro l’area, colpo sotto e gran gol, con la palla ne sette, e la gradinata che balza in piedi ad applaudire una giocata di vera classe. Il Don Bosco ora attacca a testa bassa, Pino Alfano prima inserisce un difensore per un centrocampista, poi cambia il suo centravanti arretrato con una punta pura, per sfruttare la velocità nel contropiede. Passata ad un 4 – 4 – 2 la N. San Fruttuoso difende alta sulla tre quarti, ben diretta da un libero in giornata di grazia (ma di giornate così gliene capitano spesso e volentieri, per non dire sempre), che appare padrone del campo. Fraseggio a centro campo dei ragazzi di Alfano, appoggio indietro al libero e da questi lunga in diagonale al portiere che, forse tradito dal maligno ciuffo di sintetico bagnato, si vede il pallone schizzare sotto il gran calcio menato per rinviare: disperata rincorsa per recuperare il pallone che fila verso la rete, nel silenzio dei tifosi di casa, nel boato dei tifosi ospiti. Riacchiappa il pallone in campo od oltre la linea bianca? Giura e spergiura il portiere di aver riagganciato la sfera prima che superasse per intero la linea bianca, sicuro del contrario l’arbitro, che indica il centro del campo. Protesta il portiere, ma è bello vederlo fare nei giusti limiti della tensione sportiva; tre a due e partita per la seconda volta riaperta. Vuole chiuderla Pino Alfano, che toglie la punta che era in campo dall’inizio ed inserisce un altro centrale difensivo, davanti alla linea dei quattro difensori. Parte un paio di volte bene in contropiede la punta veloce entrata fresca, ricacciando indietro un Don Bosco sempre più arrembante, superba la mezzala destra nel recuperare palloni e guadagnare un fallo sulla tre quarti. Punizione di prima per la N. san Fruttuoso, saranno un quaranta metri buoni, il portiere del Don Bosco sul dischetto del rigore, rincorsa del centrale difensivo appena entrato che fa partire una bomba diretta in porta. Conferma la sua reattività il portiere ospite, che recupera in un lampo i metri di troppo e riesce a parare, con qualche (più di una) difficoltà. Attacca ora a testa bassa il Don Bosco, la N. San Fruttuoso ha perso quella lucidità mostrata nei venti minuti a cavallo dei due tempi. Non tiene il centrocampo, sbanda più di una volta l’intera difesa, i ragazzi della N. San Fruttuoso sono orgoglio e tanta voglia di non mollare il risultato. E ce la fanno, sino alla fine, a tenerlo coi denti. Tre punti che significa poter ritentare di prendere il treno per l’alta classifica: poca la lucidità, schemi e gioco solo a tratti, ma la nota positiva è che i ragazzi di Pino Alfano hanno voluto la vittoria, e gliel’hanno fatta con quello che Gian Luca Vialli definiva con le due C….ma via forse si può scrivere: Cuore e Cojones. Nel calcio servono anche quelli, quando manca il resto ci si può costruire sopra anche una vittoria. Lunedì tutti sotto: se a Pino Alfano è rimasta un po’ di voce ci sarà da disquisire su un po’ di cose, ma siamo di nuovo lì, a pochi passi dalle battistrada, domenica è riposo, poi Savona, nell’infuocata tana della Speranza 1912. Come direbbe il grande Edoardo De Filippo “Gli esami non finiscono mai”. N. San Fruttuoso – Don Bosco 3 a 2 (2 Lanzavecchia C., Iencinella) N. San Fruttuoso: Papallo, Scanu, Ratto, Ottazzi, Ferro, Lucà, Canepa, Lanzavecchia C., Arcini, Bucchieri, Alfano, Omodei, Bosio, Serventi, Iencinella, Sciacca, Oliveto -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Risultati, classifica e prossimo turno |